giovedì 24 dicembre 2009

Auguri diversi....Diversi Auguri...



Auguri a tutti da parte
di:




giovedì 10 dicembre 2009

Le botteghe del sociale


L'Associazione culturale Galilea ci sarà!

lunedì 7 dicembre 2009

Serate, eventi, incontri...


Nell'ambito delle iniziative organizzate dall'Associazione culturale Galilea giovedì 10 dicembre 2009 alle ore 20 nei locali del Trip sito in Via Martucci 64 - Napoli - si inaugurerà la rassegna cinematografica denominata: SguardINdifferenti.
Il primo film ad essere proiettato sarà Basquiat di J. Schnabel, la pellicola ripercorre la travagliata e tragica vita del noto pittore-graffitista di origine haitiana. Sono previsti interventi di Rosy Sica dell'Associazione culturale Galilea e di MaryLon nota scrittrice partenopea.
L'ingresso è gratuito!
Vi invitiamo a richiederci l'elenco degli altri film in programmazione.




sabato 5 dicembre 2009

Diversità


E' con immenso piacere che vi informo che il nostro blog si arricchirà degli articoli che Carla Perrotti scriverà esclusivamente per noi. Documentarista, ha una lunghissima esperienza di viaggi e spedizioni nei luoghi più selvaggi e inesplorati della terra, dall'Amazzonia al Borneo, dalla Papua Nuova Guinea a numerose zone d'Africa. E' la prima donna ad aver attraversato da sola con i Tuareg in Sahara il deserto del Tènèrè in Niger a seguito di una carovana del sale. Le sue numerose avventure sono narrate nei suoi splendidi libri. Nel novembre 2008 - per quindici giorni - Carla Perrotti ha fatto da guida al non vedente e maratoneta Fabio Pasinetti nel deserto bianco egiziano.









DIVERSITA’

Cosa si intende per essere diversi? Trovo impropria questa definizione che identifica persone che non rientrano negli schemi decisi dalla società. Ma non è certo la società il giudice che può permettersi di definire chi è normale e chi no.

La mia esperienza con Fabio, il maratoneta non vedente con il quale ho attraversato giusto un anno fa il Deserto Bianco in Egitto per 250 chilometri in 15 giorni, ha avuto il grande pregio di avvicinarmi al mondo dell’handicap. Ho scoperto persone meravigliose, equilibrate e sensibili ma soprattutto determinate a vivere un’esistenza ricca di valori. Come si può pensare di definire “diversi” uomini e donne come questi? Da loro possiamo solo imparare e prendere esempio. A differenza dei tanti considerati “normali” che invece disprezzano il prossimo e pensano unicamente al proprio tornaconto: questi sono gli individui dai quali dobbiamo guardarci e che andrebbero emarginati, magari spediti su un’isola: l’isola dei diversi

Carla Perrotti

domenica 29 novembre 2009

Attenti al cane


"Certo è deplorevole che gente che vive di sussidi tenga poi un cane",
ha dichiarato un responsabile della Previdenza Sociale nel Varmland.

La legge ha i suoi difetti.
I poveri han diritto a tenere un cane.
Potrebbero tenere dei topi, invece:
van bene anche loro e sono esentasse.
Se ne stanno in anguste stanzette
coi loro costosi bastardi.
Perchè non giocano con le mosche?
Non sono animali da compagnia?

E al Comune tocca pagare.
Bisogna farla finita
o c'è da temere
che si comprino delle balene.

Una decisione va presa:
abbattere i cani! Non è una buona idea?
Il prossimo provvedimento: abbattere i poveri.
Così il Comune risparmierà qualcosa.




Stig Dagerman

mercoledì 25 novembre 2009

NO DRUGS

Un iscritto alla nostra associazione ha preparato questo video ci è parso doveroso pubblicarlo.
Fateci sapere cosa ne pensate.



video

sabato 21 novembre 2009

Serata del 25 novembre 2009


Mercoledì 25 novembre, alle ore 20, nei locali del Trip in Via Martucci n° 64, Napoli, l'Associazione Culturale Galilea organizza Vedere la diversità.
Proiezioni di videoarte a cura di Enrico Tomaselli, Art Director festival Magmart.
A seguire interventi di Rosy Sica - Associazione Culturale Galilea -
e di Tommaso Ariemma - filosofo -
Ingresso gratuito.

venerdì 20 novembre 2009

Supereroi diversi...


Ancora un articolo sui fumetti!Molti di voi avranno letto, sicuramente, il mio articolo - scritto a settembre su questo blog - sul manga di Takehiko Inoue che parlava di un gruppo di amici al cui interno era presente un disabile, ora invece parliamo di Butch, Diva, Glitter, Indigo, Liberty, Mr. Muscles e Prowler supereroi omosessuali della serie Spandex disegnati dall'inglese Martin Eden. Supereroi un pò particolari che hanno come obiettivo non quello classico di sconfiggere il crimine ma di far rispettare la diversità sessuale, avranno il compito di raccontare cosa accade quando si deride un omosessuale, quando si insulta o si picchia una lesbica, ecc. Anche nella libertina Inghilterra l'omofobia va diffondendosi e fa piacere che un disegnatore di fumetti abbia sentito l'esigenza di parlare di simili problemi. Se nel mondo dei fumetti abbiamo bisogno di Supereroi nella vita quotidiana abbiamo bisogno unicamente di persone diverse....

domenica 15 novembre 2009

All'orecchio di una ragazza.......di G. Lorca


Non volli.
Non volli dirti nulla.

Vidi nei tuoi occhi
Due alberelli folli.
Di brezza, di riso e d'oro.

Oscillavano.

Non volli.
Non volli dirti nulla.

lunedì 9 novembre 2009

domenica 8 novembre 2009

Riti, culti, credenze, leggende, storie, favole, miti....


Parliamo di Ruviano ridente paese (si spera almeno) del casertano. Tra le tradizioni ruvianesi legate alla festività di San Martino vi era un banchetto che, nell'immediato dopoguerra, un gruppo di buontemponi organizzava nel piccolo spazio della "Vatera" lungo via Castello. Spiccava tra tutte la figura di "Alfredo 'u sunatore" che tra un bicchiere di vino e una forchettata di pasta coglieva l'occasione per stuzzicare i passanti: il tema di questo "sfottò" era naturalmente legato alle corna. Egli era solito recitare, per l'occasione, una poesiola di cui sfortunatamente si sono perse le tracce, avente per oggetto proprio il patronato di San Martino per i becchi. Non ci è dato sapere se questa fosse una ricorrenza festeggiata anche in precedenza a Ruviano nè se il semplice convivio avesse radici più profonde. Forse fu ripreso imitando altre località del meridione, non esclusa Napoli stessa, in cui la festa dei cornuti era in voga tra il popolino. Col tempo, forse con la defezione dei conviviali quest'usanza cessò per essere poi ripresa, agli inizi degli anni settanta. Anche questa partì da un gruppo di amici che nel giorno di San Martino presero l'abitudine di portare in processione le corna e poi finire tutti a cena. Questo rituale, con qualche interruzione, si è tramandato negli anni acquistando sempre nuove connotazioni avvicinandosi al rito caratteristico in voga presso varie località italiane.

mercoledì 4 novembre 2009

Pagine d'autore


"....mi misi a percorrere con lo sguardo le case stinte, che parevano accovacciate l'una di fianco all'altra come vecchi animali neghittosi nella pioggia. Che aria squallida e cadente avevano tutte. Stavan lì addossate senza criterio, come erbacce spuntanti dal terreno. Erano state costruite due o tre secoli prima a ridosso di un muro di pietra basso e giallo, unica sopravvivenza di un antico edificio assai esteso in lunghezza, come viene viene, senza tener alcun conto delle altre. Qui una mezza casa fuori squadra con fronte rientrante; là accanto un'altra, che invece sporge come un dente canino. Sotto il fosco cielo parevano giacere nel sonno, e nulla si avvertiva di quella vita perfida e ostile che talvolta par da esse emanare, quando la nebbia delle sere autunnali che ristagna nelle vie ne vela e dissimula la quasi impercettibile mimica. Abito qui da una generazione, e in tutto questo tempo si è fatta sempre più forte in me l'impressione, e non riesco a liberarmene, che ci siano certe ore della notte e sul primo far dell'alba ad esse riservate, ore che queste case devono trascorrere in agitati, muti, conciliaboli segreti. E talora un lieve fremito trascorre pei loro muri, inspiegabili, misteriosi rumori rotolano giù per i tetti e s'infilano nei tubi delle grondaie, e noi con i nostri sensi ottusi non vi facciamo caso, non ci chiediamo quale causa abbiano questi fenomeni. Ho spesso sognato di stare a spiare queste case nella loro attività fantomatica e di apprendere, con stupore e paura, che esse sono le autentiche, occulte signore della via, capaci di privarsi della loro vita e dei loro sentimenti ma poi di riacquistarli ancora, di celarli durante il giorno alla gente che le abita per riprenderseli a notte con interessi da usurai. E prende a sfilarmi nella mente tutta quella gente strana che abita queste case come fantasmi, come esseri - non nati da madri - che in quel che pensano e fanno sembrano consistere di tanti pezzi messi insieme a casaccio; e ciò più che mai m'induce a credere che tali sogni celino verità oscure, che nella veglia continuano a covarmi nell'anima come tenui impressioni suscitate da fiabe multicolori.".........tratto da Il Golem di Gustav Meyrink

martedì 3 novembre 2009

Manifesto tedesco degli anni '90 sulla diversità


"Il tuo cristo è ebreo. La tua macchina è giapponese. La tua pizza è italiana. La tua democrazia greca. Il tuo caffè brasiliano. La tua vacanza turca. I tuoi numeri arabi. Il tuo alfabeto latino.
Solo il tuo vicino è uno straniero?"

Parole che non hanno bisogno alcuno di commento, integrazione o altro. Ad una prima lettura può sembrare banale ma il concetto è chiaro, Non facciamo finta di non capire!!

lunedì 2 novembre 2009

Addio, Alda!

Con la scomparsa di Alda Merini se ne va una delle più grandi poetesse e scrittici contemporanee, voce degli esclusi, degli emarginati, dei diversi, capace come pochi di scavare visceralmente nell'animo umano. Addio, Alda!



"Si parla spesso di solitudine, fuori, perchè si conosce un solo tipo di solitudine. Ma nulla è così feroce come la solitudine del manicomio. In quella spietata repulsione da parte di tutto si introducono i serpenti della tua fantasia, i morsi del dolore fisico, l’acquiscienza di un pagliericcio su cui sbava l’altra malata vicina che sta più su. Una solitudine da dimenticati, da colpevoli. E la tua vestaglia ti diventa insostituibile, e così gli stracci che hai addosso perchè loro solo conoscono la tua vera esistenza, il tuo modo di vivere. In manicomio ero sola; per lungo tempo non parlai, convinta della mia innocenza. Ma poi scoprii che i pazzi avevano un nome, un cuore, un senso dell’amore e imparai, sì, proprio lì dentro, imparai ad amare i miei simili. E tutti dividevamo il nostro pane l’una con l’altra, con affettuosa condiscendenza, e il nostro divenne un desco famigliare. E qualcuna, la sera, arrivava a rimboccarmi le coperte e mi baciava sui corti capelli. E poi, fuori, questo bacio non l’ho preso più da nessuno, perchè ero guarita. Ma con il marchio manicomiale."

"Ma il giorno che ci apersero i cancelli, che potemmo toccarle con le mani quelle rose stupende, che potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori. Divine, lussureggianti rose! Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo ed una linfa."

(Alda Merini, L'altra verità. Diario di una diversa, 1986)

domenica 1 novembre 2009

Vedere la diversità



Mercoledì 25 Novembre, alle h 17.30, nei locali del Trip, in via Martucci 64, Napoli, l'Associazione Culturale Galilea organizza Vedere la Diversità.
Interventi di Rosy Sica, Associazione Culturale Galilea, e Tommaso Ariemma, filosofo.
A seguire, proiezioni di videoarte a cura di Enrico Tomaselli, Art Director festival Magmart.

sabato 31 ottobre 2009

Freaks



Parlando di come l'arte "vede" la diversità non si può non parlare di Freaks la pellicola che Tod Browning ha diretto nel 1932. Il film, ancora oggi, resta il punto di riferimento per ogni artista che voglia parlare di diversità. La trama è semplice e forse scontata - la bella Cleopatra finge di innamorarsi del ricco nano Hans al solo scopo di derubargli tutti i soldi e vivere con il suo amante - è ambientato in un circo che ha come numeri di attrazione il nano, l'uomo-torso, i gemelli siamesi, bambini deformi e via dicendo; ciò che costituisce una sorpresa ed un autentico pugno nello stomaco è che i protagonisti non rappresentano altro che se stessi, ossia sono deformi, sono dei freaks! Va da sè che nel 1932 una simile visione era uno shock (secondo me lo sarebbe anche oggi) disturbava la gente, induceva a pensare, è per tale motivo che il film fin dall'inizio ha avuto una serie di vicissitudini. Circondato da un'aura di mistero, incubo, paura, la Metro-Goldwyn-Mayer lo rinnegò e poi pretese delle censure. Il film subì notevoli tagli e fù proibito in molti paesi, Italia compresa.
Il merito di Browning consiste nell'aver fatto recitare i freaks, nel non averli ridotti a semplice fenomeno da baraccone da sfruttare spettacolarizzando le loro deformità, essi vengono rappresentati con debolezze, virtù, cattiverie, insomma come qualsiasi altro essere umano, ciò può sembrare ovvio invece è rivoluzionario ed arduo da far capire alla stragrande maggioranza delle persone che ha una visione ( tutt'oggi) stereotipata dei disabili, dei freaks.

lunedì 26 ottobre 2009

Riti, culti, credenze, leggende, storie, favole, miti....


Il remoto dio delle fonti

Valle del Sarno! Ci ritorniamo perchè è ricca di testimonianze storiche il cui vero valore non è stato appieno recepito. Nel corso di scavi sono state rinvenute le antiche monete dei Sarrasti, con su dei simboli attestanti il culto delle acque del Sarno deificato. I simboli delle monete sono: la testa equina, i due cavalieri, il cavallo che sovrasta una stella, la testa giovanile con corna ritorte, il cane, il toro con volto umano. Tali simboli non sono altro che l'espressione di un unico concetto sacrale: il culto delle acque o della civiltà delle "Sacre Sorgenti". Questo culto è ripreso dagli Etruschi e poi dai Romani. La religione delle "Sacre Sorgenti" è incentrata su una trinità: la Grande Dea signora della montagna sacra, dalle cui viscere sgorga il fiume, Dio della sorgente, figlio e sposo della Grande Dea a cui dona la fertilità, e due cavalieri di cui uno mortale e l'altro immortale ( rappresentanti l'uomo nella sua doppia natura corporea e spirituale). L'antico nume della sorgente era un dio oscuro ed infero, adorarlo e bagnarsi nelle sue acque consacrate permetteva di porre piede nel Regno dei Morti. Dunque immergersi nelle sue acque equivaleva a morire e rinascere a nuova vita. Per questi motivi il corso del fiume era sacro, ed era sacrilegio guardarlo senza una preghiera o costruirvi un ponte senza una cerimonia di espiazione. Non a caso il nome della più antica carica religiosa etrusca è Pontifex, la cui etimologia è letteralmente "facitore di ponti", quindi soltanto un sacerdote poteva violare, mediante un apposito rito di espiazione, il corso di un fiume con la costruzione di un ponte.

domenica 25 ottobre 2009

Il senso del valore..............di Erri de Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

lunedì 19 ottobre 2009

Se incontri il lupo cattivo, fermati con lui cinque minuti



Quante volte nella vita ci si sente in preda al panico, ci si sente non adatti per questo mondo fatto di tanta vanità, che non ti accetta se non hai e se non sei.
Inadatto/a alla vita, tu che vorresti sognare di correre e non puoi, tu che vorresti amare e non lo fai.
Perché continuare, e, soprattutto, per chi continuare, dov’e’ l’idea della famiglia di una volta, il clan dove tutto restava immutato, e l’uno soccorreva l’altro, e l’anziano restava inviolato nel suo diritto di essere anche ammalato e un po’ brontolone?

Sono vite d’altri tempi, sono storie di uomini e di donne che si sono dissolti nel tempo?

C’è ancora qualcuno che ha voglia di non essere catalogato per il suo status, perché non sempre uno status è sinonimo di dignità. Perciò, se incontri il lupo cattivo, fermati con lui cinque minuti. Dove lo incontri questo lupo di una triste favola moderna? Lo incontri vestito in giacca e cravatta, e ti sorride con denti brillanti, lo incontri sulle pagine sfogliate di un mondo virtuale, lo incontri ovunque… C’è un posto però dove non lo incontrerai: è nella sua solitudine di una stanza, chiuso lì dentro con un cuore inaridito dalle noie delle sue corse e dei suoi amori.

La vita del lupo cattivo non ha mai sosta, è una corsa verso il niente: tutto vuole per colmare, tutto vuole per non morire. Se tu osservi bene la tua sofferenza, riesci a trarne vantaggio, ti rendi conto che ancora hai una sana voglia di vivere, di non barricarti nella stanza che oggi non è neanche più dei bottoni ma di tastiere lise.

Tu che non indossi un pantalone taglia 40, tu che hai da pensare come mettere su famiglia, e vuoi un figlio, tu che ancora entri in una Chiesa e preghi con la speranza dell’attesa, tu che ancora fai battere il tuo cuore per semplici emozioni, ami gli anziani, i bambini, credi nell’amicizia, lotti perle ingiustizie. Tu capirai che finché c’è speranza, c’è vita, ed alimentandola tu vincerai, perché essa è l’ossigeno di ogni essere umano.

Rosi Sica

cafè chantant


L'associazione Galilea vi consiglia dal 26 novembre di andare al teatro Massimo Troisi; "Follie Del Cafe Chantant" una bellissima Patrizia Pellegrino indossera' gli abiti di una frizzante sciantosa insieme al bravissimo Maurizio Merolla.

sabato 17 ottobre 2009

Corrente..................di Garcìa Lorca


Chi cammina
s'intorbida.
L'acqua corrente
non vede le stelle.
Chi cammina dimentica.
E chi si ferma sogna.


lunedì 12 ottobre 2009

Aforismi..citazioni...pensieri...divagazioni...


Il fatto che sia morto, non significa affatto che sia vissuto.

domenica 11 ottobre 2009

Riti, culti, credenze, leggende, storie, favole, miti....



Il Culto solare sul Sarno. Il circolo, l'ascia e la svastika

Le necropoli dei siti della valle del Sarno, svelano che in età preistorica gli abitanti di tali luoghi erano dediti al culto solare. Ciò si evidenzia anche dai ritrovamenti dei circoli formati da canali o muretti di pietra che delimitano le tombe. La testa dei defunti è rivolta verso il punto cardinale dove nasce il sole. Nelle tombe sono state ritrovate, oltre all'ascia di guerra, l'ascia rituale e il simbolo della svastika graffito sul vasellame. Il culto del sole, fonte di vita, era incentrato sul simbolismo del circolo, che rappresentava sia il sole che il suo cammino annuale nelle regioni celesti.
Fase importante di tale cammino era il solstizio d'inverno, il sole usciva dalla fase discendente ed entrava in quella ascendente. Il solstizio d'inverno era il trionfo del sole che rinasceva a nuova vita. Ed era detto " Natalis Dii Solis Invicti" Natale del Dio Sole Invitto. La presenza nelle tombe del circolo serviva a riprodurre sul defunto le vicende del dio, "la rinascita a nuova vita". Il circolo raffigurava il cammino del sole spezzato in due parti dal dio-Anno o dio-Ascia che separava i mesi oscuri dai mesi luminosi. L'ascia rituale è presente in molte tombe femminili e ciò fa pensare alla presenza di una casta di sacerdotesse consacrate al culto della fertilità e delle acque. Il simbolo solare era messo in relazione a al dio-Anno o dio-Ascia, dio di discesa verso gli inferi e di ascesa verso le sfere celesti. La svastika graffita presente sul vasellame è il simbolo indoeuropeo del sole roteante intorno ad un centro fisso. Nelle cerimonie rituali le braccia della svastika venivano incendiate quale simbolo beneaugurante dell'eterno ritorno.

domenica 4 ottobre 2009

Le città invisibili di Italo Calvino


All'uomo che cavalca lungamente per terreni selvatici viene desiderio di una città. Finalmente giunge a Isidora, città dove i palazzi hanno scale a chiocciola incrostate di chiocciole marine, dove si fabbricano a regola d'arte cannocchiali e violini, dove quando il forestiero è incerto tra due donne ne incontra sempre una terza, dove le lotte dei galli degenerano in risse sanguinose tra gli scommettitori. A tutte queste cose egli pensava quando desiderava una città. Isidora è dunque la città dei suoi sogni: con una differnza. La città sognata conteneva lui giovane; a Isidora arriva in tarda età. Nella piazza c'è il muretto dei vecchi che guardano passare la gioventù; lui è seduto in fila con loro. I desideri sono già ricordi.

sabato 3 ottobre 2009

Ancora qualcuno ha le idee chiare.


Oggi abbiamo scelto come argomento di esempio sociale;"La manifestazione per la Liberta' di stampa".
E' bello sottolineare di quanto insieme, si possa condividere e confrontarsi pacificamente, al di la'di un colore politico di appartenenza.
Oltre ai sindacati,testate giornalistiche, tanti italiani coscienziosi che hanno aderito, nel rispetto a possibili veti e divieti "assurdi".
Ci sono stati due momenti toccanti; Il primo in ricordo delle vittime dell'alluvione a Messina ed il secondo l'intervento dello scrittore Saviano, (costretto ad una vita blindata) il quale ha detto:"La liberta' che vogliamo e la possibilita' di raccontare senza doversi aspettare delle ritorsioni".
Al termine tanta musica,un comune denominatore capace sempre di creare un itinerario di "Gioia".

lunedì 28 settembre 2009

Solo fumetti?


Kiyoharu, Tomomi e Hisanobu sono tre ragazzi dal carattere fondamentalmente diverso, ma le cui strade si intrecciano sia nella sventura che nella voglia di riscatto. Kiyoharu, in seguito a una malattia, ha dovuto subire l’amputazione di una gamba, rimanendo così su una sedia a rotelle, ma non rassegnandosi per questo a giocare a basket. Tomomi ama il basket più di ogni altra cosa, ma è perseguitato dal rimorso di aver provocato un incidente stradale rendendo invalida una ragazza. Hisanobu è il capitano della squadra di basket del suo liceo, ma rimane paraplegico dopo essere stato investito da un camion. Le vicende di questi tre giovani confluiranno un po’ alla volta una toccante e avvincente storia che parla di amicizia, coraggio e amore. (trama tratta dal sito dell'editore italiano Panini Comics ). Questa che avete appena letto, si stenterebbe a crederlo, è la trama di un manga (fumetti giapponesi) "Real" di Takehiko Inoue ; si è abituati a pensare che il fumetto è evasione i più in là negli anni ricordano: Capitan Miki, Black, Zagor, Mister No, Zora, Intrepido, Isabella, Diabolik e...la lista potrebbe continuare.....Fumetti che erano di pura evasione i temi trattati erano adatti ad adolescenti che solo anni dopo avrebbero cercato "l'impegno". Da qualche anno a questa parte si è forse giunti ad una svolta, almeno nel paese del sol levante, vengono scritti e disegnati fumetti che trattano di diversità, ragazzi disabili che vivono, soffrono, amano, esattamente come i loro coetanei "normali". Il fumetto diventa specchio della realtà, avevo già una passione per i fumetti (scarsa per i manga,ma almeno in questa occasione devo ricredermi) ora li apprezzo ancor di più. Penso ai lettori di queste nuvole, lettori di tutto il mondo, che oltre a trame irreali, finalmente, hanno trame più vicine alla realtà un modo questo, che vale più di mille Pubblicità Progresso, per far conoscere ai teenagers che esistono anche persone leggermente diverse, per aspetto ma non per sentimenti, da loro. Un messaggio che centra l'obiettivo perchè semplicemente è scritto nella lingua dei giovani, non sono gli adulti, i "matusa" a consigliare un comportamento ma è il fumetto che nella sua semplicità mostra come l'integrazione non solo è possibile ma è doverosa! Per quanto concerne i fumetti europei non mi pare che c'è qualcosa di simile, forse Brian the brain (consiglio vivamente di leggerlo) dell'artista Miguel Angel Martin che parla di un ragazzo nato senza calotta cranica ma quì si va nel surreale. Disegnatori europei date il vostro contributo!!!

domenica 27 settembre 2009

Al paese dei Tarahumara....di A. Artaud


Se soltanto si potesse assaporare il proprio nulla, ci si potesse riposare nel proprio nulla, e questo nulla non fosse una sorta d'essere, ma non fosse proprio del tutto la morte.
E' durissimo non esistere più, non essere più in qualcosa. Il vero dolore consiste nel sentire il proprio pensiero spostarsi dentro di sè. Ma il pensiero, come un punto, non è certo una sofferenza. Mi trovo al punto di non essere più a contatto con la vita, ma con tutti gli appetiti dentro di me e la titillazione insistente dell'essere. Mi resta una sola occupazione: rifarmi.

giovedì 24 settembre 2009

Il giovedì non può mancare la poesia.....


Anche tu sei l'amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole - cammini
in attesa. L'amore
è il tuo sangue - non altro.


lunedì 21 settembre 2009

Canio Loguercio, un concertino "al sangue"



Incontriamo Canio Loguercio alla libreria “La Feltrinelli” di Napoli per la presentazione del suo ultimo cd+libro intitolato “Passione”. L’impatto visivo con lo stile di Canio e’ immediato: sulle sedie troviamo predisposte delle immaginette raffiguranti l’opera di A. Matarazzo “Pneumo Kreutz”, sul retro la canzone “Voce ‘e notte” e delle scatoline con la scritta “Passione” contenenti liquirizie.

Entra in scena Canio con la su citata canzone rendendoci partecipi ad unisono. Segue un suo testo, “Vocca rossa”, ed ancora partecipiamo ritmando con le scatoline di liquirizia: e’ un interagire tra la scena ed il pubblico, una sublime terapia dell’anima. Quest’uomo dall’aria pacata riesce a passare dalla sensualità alla spregiudicata veracità’ dell’amante appassionato; giocando con una tecnica di supporto di bio-installazione la sua voce è un sussurrare i moti dell’anima, non si vende alla logica commerciale del mercato, ma si ripropone e ripropone la nostra più antica carta d’identità: la radicata tradizione della canzone classica partenopea.

Notevole e lodevole intervento della versatile cantante Maria Pia De Vito, la quale ci lascia esterefatti con un assolo senza basi musicali.

Sul finire, mi spiace commentarla in questi termini, un’accettabile poesia del poeta G. Frasca.

Il pubblico al termine della performance gli riconosce con applausi e richieste d’autografi la capacità che ha avuto Loguercio in un pomeriggio di fine estate, nel più bel salotto di Napoli in Piazza Dei Martiri, di far rivivere quella passione che spesso reprimiamo: noto, infatti, una biondissima attempata che cerca di circuirlo, mentre noi dell’associazione gli strappiamo amichevolmente una breve intervista, e, mi spiace per la menzionata signora, io riesco anche a dargli un casto bacio.

Il video della settimana

video

domenica 20 settembre 2009

A proposito di Pistorius


La storia di Oscar Pistorius è nota a tutti! Sono sincero non riesco ad essere dalla parte dell'atleta o meglio tutti ne hanno fatto una bandiera dei diritti dei disabili, per me non è così!
Il giovane Oscar è un privilegiato ha tutto dalla sua parte, mass-media compresi, e sappiamo l'importanza di tutto questo soprattutto per una persona con difficoltà. Quando succedono queste cose tutti - compresi quelli che ignorano completamente i disabili - insorgono! tutti dalla parte dell'atleta e....dei disabili. Ma davvero è così?Se si è con Pistorius si è automaticamente dalla parte delle persone in difficoltà? Si dimentica che il 99% dei disabili non vivono sotto i riflettori, non hanno la possibilità di avere ausili tecnologicamente all'avanguardia. Le Asl per una sedia superleggera ti chiedono: a cosa le serve?dove va?è sicuro che lavora?vogliono certificati attestanti che il "signor disabile" esce di casa, ha una vita attiva!!!! questo per una sedia a rotelle che è una schifezza!!!Si deve essere dalla parte di questi disabili. La causa Pistorius non giova alla maggioranza dei disabili, se Pistorius gareggia con i normodotati i disabili non vincono, non avranno ausili in grado di facilitare la loro vita, non avranno quelle meravigliose sedie in fibra di carbonio che si spingono con un dito resteranno sempre ancorati e subordinati ai pregiudizi della gente ed ai capricci della pubblica amministrazione. Auspicherei un Oscar Pistorius che oltre a battersi per la sua integrazione/affermazione sportiva si battesse anche per fare avere ausili all'avanguardia per tutti i disabili!