
Parliamo di Ruviano ridente paese (si spera almeno) del casertano. Tra le tradizioni ruvianesi legate alla festività di San Martino vi era un banchetto che, nell'immediato dopoguerra, un gruppo di buontemponi organizzava nel piccolo spazio della "Vatera" lungo via Castello. Spiccava tra tutte la figura di "Alfredo 'u sunatore" che tra un bicchiere di vino e una forchettata di pasta coglieva l'occasione per stuzzicare i passanti: il tema di questo "sfottò" era naturalmente legato alle corna. Egli era solito recitare, per l'occasione, una poesiola di cui sfortunatamente si sono perse le tracce, avente per oggetto proprio il patronato di San Martino per i becchi. Non ci è dato sapere se questa fosse una ricorrenza festeggiata anche in precedenza a Ruviano nè se il semplice convivio avesse radici più profonde. Forse fu ripreso imitando altre località del meridione, non esclusa Napoli stessa, in cui la festa dei cornuti era in voga tra il popolino. Col tempo, forse con la defezione dei conviviali quest'usanza cessò per essere poi ripresa, agli inizi degli anni settanta. Anche questa partì da un gruppo di amici che nel giorno di San Martino presero l'abitudine di portare in processione le corna e poi finire tutti a cena. Questo rituale, con qualche interruzione, si è tramandato negli anni acquistando sempre nuove connotazioni avvicinandosi al rito caratteristico in voga presso varie località italiane.