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lunedì 18 ottobre 2010

Sold-out, Canio Loguercio e la sua lezione di poesia umana


Tutto esaurito sabato scorso al teatro La giostra di Soccavo

per la performance dell’artista lucano


Architettura dei sentimenti, dell’amore, delle passioni. Canio Loguercio è poesia astratta, astrazione della realtà, estratto di vita vissuta e agognata, concentrato di emozioni. Va via a ritmo lento, ma sostenuto, il concertino al sangue dell’artista – qualunque altra definizione ne farebbe limitare il senso – napoletano d’adozione. Trasforma il palco in una mostra d’arte, poi in cinematografo, poi in salottino, laboratorio, officina. Usa la sua e le nostre menti per cucire il filo di un dialogo con la manutenzione degli affetti, con l’architettura delle passioni, agognate, perdute, ritrovate. A volte da una parola vedi il ghetto puzzolente e sfasciato, altre volte la cera di una candela accesa su un tavolino in mezzo a due persone. Un cuore in scena, proprio uno di quelli da baci perugina, e poi qualcosa che va oltre le sue parole e le nostre menti. Canio è solo sul palco, ci lascia soli a pensare che siamo niente senza sensi, siamo carne e ragione. Ritrovi Kafka e Cohen, Bovio e Viviani, Bowie e il Gruppo ’70. Canio è così. Taglia a pezzi il giocattolo con un rasoio affilato e lo ricompone. Ci gioca; ti attanaglia e ti rilascia. Ti sfugge e dopo un attimo ti si riconsegna. E’ multiforme, cangiante, umano troppo umano. Cornice ideale è sembrato il teatro La giostra di Soccavo, dove, spesso, oltre l’umidità trovi il calore di attori e persone impegnate per farlo funzionare e vivere. Un angolo di città che ricorda Parigi e che popone idee alla cittadinanza. Che stavolta ha risposto. Positivamente. Superlativamente. La macchina organizzativa si è messa in moto e ha funzionato alla perfezione. Mostrando e dimostrando, che l’arte si può coniugare con la concretezza. Che l’arte non è necessariamente antieconomica. Eravamo a Soccavo, un sabato sera di ottobre in cui oltre sessanta persone hanno deciso e scelto di sentire Canio Loguercio. E quando la voce sussurrata spara frasi d’amore, lo sai che la verità, il senso non è quello, è un altro. E’ il tuo. Ti lascia col tuo cuore sanguinante tra le mani, a pensare. Ciao Canio e grazie per le tue frasi truci. Per la tua liturgia, come la chiami tu, che è un forte abbraccio. Grazie per la tua poesia affettuosa e sincera, bastarda e affilata come la vita. Per la tua straordinaria vivacità, che poi abbiamo capito, in fondo essere solo una metafora, schietta e sincera dei nostri tempi affannati, della nostra storia crepuscolare, delle nostre vite carsiche. Ci ritroveremo alla luce di una candela, forse, un poco più consapevoli, più uniti e solidali. Guarderemo anche noi con occhiali fosforescenti sperando che qualcuno ci noti. Grazie Canio per la tua lezione di poesia, che non si spiega, che non spiegheremo. Perché la poesia è come una farfalla e se cerchi di afferrarla con le mani rischia di morire. Quello che non ci stancheremo mai di fare è raccontare le nostre emozioni. Quelle sì, hanno un senso.



Sabatino Di Maio
Foto di: Teresa De Masi

lunedì 11 ottobre 2010

"Mu"


“Mu”

Ascolta il tuo centro
stanco spirito
che di strada ne hai
e fermati un istante
accogli i cocci
uno ad uno
che nessuno abbia
a sentirsi solo.
Ascolta
le cose per te
che il tempo ha preparate
ed una ad una accogline i frutti
che nessuno abbia a sentirsi inutile.
Accogli il silenzio
stanco spirito
e che l’anima spossata dei padri
e la vertigine dei figli
tuoi
possano parlarti.
Fai piano…

-
“Mu”, ovvero “Muga: nella filosofia
buddista significa il vuoto mentale;
silenzio e sospensione.
Recupero del sé.




Ermanno Bartoli

lunedì 27 settembre 2010

Si scrive






Si scrive



Si scrive di quel che si perde

di quel che non si è mai avuto

-due braccia forti e un tango-

di ciò che non si è pescato


di maglie da cucire sotto il sole

e della rete di una vita intera, bianca

tinta di ruggine. Si scrive delle squame

del sale che si asciuga sui calzoni

degli stivali in gomma nella melma

e delle notti cupe sopra il mare


quando si aspetta l’alba. Quando si va

per porti e per mercati, dentro la nebbia.


16 marzo 2004




Mariella Tafuto

giovedì 9 settembre 2010

Lo scrittore e Galilea



Dopo Carla Perrotti ( esploratrice e non solo) il nostro blog si arricchisce di un'altra prestigiosa firma: lo scrittore e poeta Ermanno Bartoli che periodicamente pubblicherà su "Galilea" un suo scritto, un suo pensiero, una sua poesia, una riflessione.
Invito tutti a leggere i suoi libri nonchè il suo blog: http://www.webalice.it/barlow/




"Il potere supremo che governa il mondo è la follia"

Nella legge inglese c'è scritto che non puoi ricavare profitti dai tuoi crimini. Come la mettiamo con l'Italia?




I FIORI NEI MURI

Avete mai fatto caso a quei fiori
che crescono nelle crepe dei muri,
a quei fiori che sembrano esistere- e resistere -
soltanto per scommessa......
a quei fiori che s'attaccano alla vita
con ogni loro fibra,
succhiando con caparbia avidità
ogni più miserevole goccia d'acqua
e di umidità?
Li avete mai osservati da vicino
quei fiori
che aggrappati ai sassi
resistono alle più violente intemperie,
al gelo delle notti
e ai raggi brucianti di un sole spietato
con straordinaria, ammirevole forza?
Ebbene........
certe persone sono come quei fiori.




Ermanno Bartoli











lunedì 16 agosto 2010

Oltre ogni barriera




Oltre ogni barriera che ci separi



vedremo nude mani protese
a ritrovarsi. Udremo il clamore
di unghie spezzate, di silenziose
caparbie esistenze decise
a sgretolare confini.
E, oltre ogni muro abbattuto, molti
saranno quelli da ricostruire.
Soli per coltivare divisi, all'infinito
il desiderio violento di ritrovarsi

oltre ogni barriera.



Mariella Tafuto


disegno: Mordillo

domenica 18 luglio 2010

Domenica poesia....


Sto qui seduta e aspetto




Sto qui seduta e aspetto
che la mia mano
trovi il ritmo giusto
che trovi il senso
di parole perdute
dimenticate
rinchiuse in grumi di silenzi
e di finzioni.

( Il lume acceso
sparge luce fioca
luce raccolta
in una luna sul tavolo)

Sto qui seduta e aspetto
che questa pietra cupa
che mi pesa sul petto
si sciolga in pianto
che onda diventi
il suo mordere lento.


Mariella Tafuto

il dipinto è di : Vincenzo Aulitto

mercoledì 2 giugno 2010

Fluire lento



Fluire lento



Fluire lento di una pena antica
faticoso fluire di un dolore assopito
che
come una bolla di fango
si rompe
pesante
e non consola
non urla non mi scalda
non mi svuota

solo
mi preme dentro
e dura

a riaffiorare.


(1997)



Mariella Tafuto

domenica 29 novembre 2009

Attenti al cane


"Certo è deplorevole che gente che vive di sussidi tenga poi un cane",
ha dichiarato un responsabile della Previdenza Sociale nel Varmland.

La legge ha i suoi difetti.
I poveri han diritto a tenere un cane.
Potrebbero tenere dei topi, invece:
van bene anche loro e sono esentasse.
Se ne stanno in anguste stanzette
coi loro costosi bastardi.
Perchè non giocano con le mosche?
Non sono animali da compagnia?

E al Comune tocca pagare.
Bisogna farla finita
o c'è da temere
che si comprino delle balene.

Una decisione va presa:
abbattere i cani! Non è una buona idea?
Il prossimo provvedimento: abbattere i poveri.
Così il Comune risparmierà qualcosa.




Stig Dagerman

domenica 15 novembre 2009

All'orecchio di una ragazza.......di G. Lorca


Non volli.
Non volli dirti nulla.

Vidi nei tuoi occhi
Due alberelli folli.
Di brezza, di riso e d'oro.

Oscillavano.

Non volli.
Non volli dirti nulla.

lunedì 2 novembre 2009

Addio, Alda!

Con la scomparsa di Alda Merini se ne va una delle più grandi poetesse e scrittici contemporanee, voce degli esclusi, degli emarginati, dei diversi, capace come pochi di scavare visceralmente nell'animo umano. Addio, Alda!



"Si parla spesso di solitudine, fuori, perchè si conosce un solo tipo di solitudine. Ma nulla è così feroce come la solitudine del manicomio. In quella spietata repulsione da parte di tutto si introducono i serpenti della tua fantasia, i morsi del dolore fisico, l’acquiscienza di un pagliericcio su cui sbava l’altra malata vicina che sta più su. Una solitudine da dimenticati, da colpevoli. E la tua vestaglia ti diventa insostituibile, e così gli stracci che hai addosso perchè loro solo conoscono la tua vera esistenza, il tuo modo di vivere. In manicomio ero sola; per lungo tempo non parlai, convinta della mia innocenza. Ma poi scoprii che i pazzi avevano un nome, un cuore, un senso dell’amore e imparai, sì, proprio lì dentro, imparai ad amare i miei simili. E tutti dividevamo il nostro pane l’una con l’altra, con affettuosa condiscendenza, e il nostro divenne un desco famigliare. E qualcuna, la sera, arrivava a rimboccarmi le coperte e mi baciava sui corti capelli. E poi, fuori, questo bacio non l’ho preso più da nessuno, perchè ero guarita. Ma con il marchio manicomiale."

"Ma il giorno che ci apersero i cancelli, che potemmo toccarle con le mani quelle rose stupende, che potemmo finalmente inebriarci del loro destino di fiori. Divine, lussureggianti rose! Non avrei potuto scrivere in quel momento nulla che riguardasse i fiori perché io stessa ero diventata un fiore, io stessa avevo un gambo ed una linfa."

(Alda Merini, L'altra verità. Diario di una diversa, 1986)

domenica 25 ottobre 2009

Il senso del valore..............di Erri de Luca


Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finchè dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord, qual'è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto.

sabato 17 ottobre 2009

Corrente..................di Garcìa Lorca


Chi cammina
s'intorbida.
L'acqua corrente
non vede le stelle.
Chi cammina dimentica.
E chi si ferma sogna.


giovedì 24 settembre 2009

Il giovedì non può mancare la poesia.....


Anche tu sei l'amore.
Sei di sangue e di terra
come gli altri. Cammini
come chi non si stacca
dalla porta di casa.
Guardi come chi attende e non vede. Sei terra
che dolora e che tace.
Hai sussulti e stanchezze,
hai parole - cammini
in attesa. L'amore
è il tuo sangue - non altro.


domenica 13 settembre 2009

Domenica.....poesia


Di notte...........................H. Hesse


Di notte, quando il mare mi culla
e un pallido chiarore di stelle
si specchia nei vasti flutti,
mi stacco da ogni atto e da ogni amore
e resto immoto e a respirare
solo, cullato solo dal mare
freddo, silenzioso e splendente di mille luci.

Allora il mio pensiero vola agli amici,
e affondo lo sguardo nei loro sguardi
e chiedo sommesso a ciascuno:
"Sei ancora mio?
Il mio dolore è anche il tuo? la mia morte la tua?
Senti almeno un soffio, un'eco?

E il mare calmo guarda e tace
e sorridendo dice: no.
E da nessun luogo mi giunge saluto e risposta.

domenica 6 settembre 2009



Il mio fiume scorre verso di te -
Azzurro mare! Mi accoglierai?
Il mio fiume aspetta una risposta -
Oh Mare - siimi benevolo -
Ti porterò ruscelli
da angoli lontani -
Ehi - Mare - Prendimi!


E. Dickinson