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venerdì 13 agosto 2010

BUoNE VAcanZE......












da un'idea di : Unlike

mercoledì 14 aprile 2010

Manca una mentalità multiculturale


In Italia aumentano gli stranieri, ma per loro integrarsi è difficile. A cavallo tra la fine dell’Ottocento e per gran parte della prima metà del Novecento eravamo noi italiani a riempire i barconi e i treni della “speranza” che conducevano verso terre lontane e straniere. Si viaggiava stretti, con la storia di una vita chiusa in una valigia di cartone e mentre il cuore soffriva l’abbandono dei cari, la testa ordinava di non piangere ma di farsi coraggio, perché non c’era altro modo di guadagnare quel poco che servisse a sfamare chi restava. Oggi è l’Italia ad essere un paese multiculturale: cittadini provenienti dall’Europa dell’Est, dall’Africa, dalla Cina, dall’India e in particolare dal Bangladesh riempiono le nostre città.I soli rumeni emigrati in Italia sono circa un milione, quelli che si sono insediati nella capitale sono 157.000 ( fonte corriere della sera del 23 febbraio 2009) , e da quando la Romania è entrata a far parte dell’Unione Europea si è avuto un incremento del 68 per cento del flusso migratorio da Bucarest a Roma. Il regista rumeno Bobby Paunescu ha presentato alla Mostra Internazionale di Arte Cinematografica Venezia 66 il film “Francesca”. L’opera di Paunescu è stata applaudita dal pubblico e promossa a pieni voti dalle critiche. Il film racconta la storia di una giovane trentenne che abbandona la Romania per raggiungere l’ Italia e tentare di realizzare il suo sogno: aprire un asilo multietnico a Sant’Angelo Lodigiano. Ma una volta arrivata nel nuovo paese scoprirà che gli italiani non sono poi così accoglienti e che per un immigrato le vie da percorrere per raggiungere un obiettivo, un’ambizione, l’integrazione, sono ripide, tortuose e piene di pregiudizi che ostacolano il cammino. Siamo stati rappresentati come intolleranti e razzisti. Ma il ritratto dei rumeni, d’altro canto, non è dei migliori: uomini che, approfittando delle speranze e della debolezza delle loro connazionali, instaurano, una volta arrivati in Italia, veri e propri racket della prostituzione, ma anche dell’usura e della corruzione. Gli italiani visti dai romeni sono schiavisti e prevenuti nei loro confronti, così prevenuti che secondo i loro racconti a un romeno può capitare di essere arrestato per il solo fatto di provenire dalla Romania. “Francesca” non è stato gradito allo stesso modo da Alessandra Mussolini, che viene apostrofata da uno dei personaggi con una parolaccia. La Nipote del Duce, oggi parlamentare del Pdl, ha subito pronta la querela in quanto ritiene che la frase incriminata sia lesiva della sua immagine. La Fandango ha deciso ciò nonostante di mantenere la pellicola intatta nella sua forma e nei suoi contenuti poiché , come ritiene anche Paunescu, non si tratta di parole pronunciate con l’intento di offendere, ma piuttosto con quello di riportare delle reali opinioni dei cittadini rumeni. Il magistrato di Roma Luciana San Giovanni ha ritenuto che la frase “oltraggiosa” non fosse offensiva se contestualizzata. I fatti di cronaca costruiscono e confermano però l’idea molto diffusa nel nostro Paese che i rumeni siano particolarmente dediti all’illegalità. Si pensi ai numerosi casi di stupro, uno per tutti quello avvenuto nel parco della Caffarella a Roma, ma anche di furto, di guida in stato d’ebrezza e di omicidio. Nel 2004 si contavano 25.997 reati imputati a cittadini rumeni , mentre già nel 2007 erano raddoppiati arrivando al numero di 47.425. Non è da trascurare però la rilevanza spropositata che viene assegnata a fatti di questo genere dai mass media: la percezione che reati gravi come la violenza sessuale siano in gran parte compiuti da extracomunitari è errata, perché di fatto l’80per cento delle violenze avviene per mano di uomini italiani, talvolta mariti, padri e fidanzati delle vittime. Essendo chiaro che chi delinque deve essere punito, non si dice così di frequente però che le difficoltà ad integrarsi legalmente sono per molte persone insormontabili e che una condizione di emarginazione conduce velocemente alla devianza e alla delinquenza. Sono molti, inoltre, i rumeni e gli altri extracomunitari che muoiono nei cantieri dove vengono assoldati per lavorare in nero e privi di tutela e sicurezza o che svolgono impieghi reputati di basso livello. Questo film è come uno specchio nel quale si riflettono migliaia di storie come quella di Francesca. Forse è arrivato il momento per noi italiani di fare un po’ di autocritica, smettendo di nasconderci dietro la paura che genera la condanna dell’estraneo. Magari rispolverando le vecchie foto dei nonni e dei bisnonni che un tempo cercarono anche per loro una via d’uscita dalla povertà si potrebbe riconoscere nei loro volti quelli degli immigrati che ci capita di incontrare per le strade.

http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_28/immigrazione-rapporto-caritas_a0c57116-c3a5-11de-a7c3-00144f02aabc.shtml

http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/09_novembre_11/procacci_francesca_polemica-1601995039812.shtml

http://www.mymovies.it/film/2009/francesca/

Per saperne di più sull’immigrazione degli italiani vedete Nuovomondo un film del 2006 di Emanuele Crialese; il film è girato totalmente in lingua siciliana.


Chiara Ingrosso

martedì 3 novembre 2009

Manifesto tedesco degli anni '90 sulla diversità


"Il tuo cristo è ebreo. La tua macchina è giapponese. La tua pizza è italiana. La tua democrazia greca. Il tuo caffè brasiliano. La tua vacanza turca. I tuoi numeri arabi. Il tuo alfabeto latino.
Solo il tuo vicino è uno straniero?"

Parole che non hanno bisogno alcuno di commento, integrazione o altro. Ad una prima lettura può sembrare banale ma il concetto è chiaro, Non facciamo finta di non capire!!

venerdì 11 settembre 2009

Ancora odio gratuito!

Fonte: Repubblica.it

Picchiato davanti a un bar per omosessuali. Ha gli zigomi e il naso fratturati L'Arcigay: "Non dobbiamo aver paura. Serve isolare le frange violente" Firenze, calci e pugni contro un gay aggredito nel giorno anti-omofobia

Firenze, calci e pugni contro un gay aggredito nel giorno anti-omofobia


FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.

E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.

"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".

"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.

(11 settembre 2009)

Discriminato, discrimino


Africa!Terra colonizzata, violentata, di popolazioni rese schiave, persone che subiscono discriminazioni quotidiane a causa del colore della loro pelle, già il colore della pelle. Ma la gente d'Africa è razzista verso gli albini, neri che per cause genetiche nascono con una pigmentazione deficitaria. Gli albini vengono seviziati anche a causa della superstizione che porta sovente al sacrificio umano, al taglio delle braccia, infatti, gli stregoni usano i loro organi per preparare pozioni magiche, inoltre si crede che avere rapporti sessuali con albini faccia guarire dall'Aids. Se va bene restano esclusi dalla società. A Salif Keita - musicista di fama internazionale - il padre per anni si è rifiutato di parlargli appunto per il suo essere albino. L'ignoranza, la non conoscenza, l'assenza di dialogo porta alla violenza e facendo, forse, un parallelo azzardato lo stesso succede nella nostra Italia dove la popolazione dimostra di avere la memoria corta, non ricorda quando emigranti in tutto il mondo (anche nel nord del belpaese) si veniva trattati come gli ultimi della società, subendo continue vessazioni, non trovando case da fittare, emarginati, costretti solo a lavorare senza possibilità di fare vita sociale e abbruttendosi nei locali riservati agli italiani o ai meridionali. Oggi respingiamo "gli altri" i meridionali di tutti i sud del mondo dimenticando che chi fugge dal paese natio lo fa unicamente per sperare in un futuro migliore lontano dalla guerra, dalle carestie, dalla fame (quasi sempre causate dal cosidetto mondo civilizzato). A volte basterebbe riandare un pò indietro nel tempo, leggere qualche libro, sfogliare gli album di fotografie di molte famiglie italiane per capire che la tolleranza è un valore da cui non si può prescindere se si vuole vivere in armonia in una società multietnica. Altre vie non ci sono.