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martedì 18 gennaio 2011

Arte di strada con i chewing gum. Nuovi lavori di Ben Wilson

 

Negli ultimi sei anni un artista a Londra ha lavorato nell’ombra, dedicandosi a realizzare pezzi minuscoli. Oggi la BBC gli dedica un’intervista. Ben Wilson ha dipinto su vecchie e dure gomme da masticare attaccate al marciapiedi. Ogni gomma calpestata e secca è un pezzo unico, che può richiedere da un minimo di un’ora a un massimo di 10 ore per essere finita.

Aveva iniziato quasi per caso nel 1998, ma è dal 2004 che ci si è dedicato completamente. Una volta trovata la gomma su cui dipingere, Wilson utilizza una fiamma ossidrica per scaldarla leggermente e renderla maggiormente permeabile al colore (delle speciali vernici acriliche). I suoi soggetti preferiti sono principalmente paesaggi, ma anche icone e simboli. Due volte è stato arrestato, l’anno scorso mentre dipingeva lo stemma della City of London Police. Oltre a produrre le proprie composizioni, negli ultimi tempi Ben Wilson accetta anche lavori su commissione. La Royal Society of Chemistry gli ha infatti recentemente chiesto di dipingere rappresentazioni di ciascuno dei 118 elementi conosciuti.

Ad oggi ha dipinto, sdraiato per terra, circa 10 mila chewing-gum. La maggior parte si trovano nel Regno Unito e in Europa, ma pochi mesi fa è stato anche Corea del Sud, dove i media gli hanno riservato ampio spazio. Certo, bisogna ammettere che a livello squisitamente artistico Wilson non è poi così bravo, ma la sua idea è sicuramente intrigante.

benwilson5

nabis

lunedì 10 gennaio 2011

Graffiti sonori

Graffiti sonori è il nome di un progetto ad opera di due street artist spagnoli, Eltono e Nuria. Si tratta di un’installazione sonora per le vie della capitale iberica che cerca di tradurre, trasferire, l’impatto visivo dei graffiti su un altro supporto.

Una serie di registratori nascosti pronunciano delle tag. I passanti a volte non ci fanno nemmeno caso, a volte sentono dei suoni, sono voci di uomini in carne ed ossa che pronunciano strane parole. Cambia il mezzo ma resta la sorpresa, un nome, un suono, spuntano all’improvviso, inaspettati. Le voci sono quelle di artisti di base a Madrid.

Per quanto la documentazione dell’operazione non renda al meglio l’idea, è interessante ragionare a livello concettuale sulla presenza, sulla potenza di ciò che occupa lo spazio pubblico in maniera spontanea, senza preavviso.

Nabis

http://www.youtube.com/watch?v=1ayzEphqhXU

domenica 12 dicembre 2010

Neozoon Collective: le pellicce che riprendono vita

Neozoon collective è un collettivo di artisti e street-artisti che risiedono tra Berlino e Parigi e sposano le provocazioni artistiche alla causa animalista di cui sono sostenitori, come si evince piuttosto chiaramente dalla prima pagina del loro sito.

Dopo aver realizzato diversi interventi in strada (soprattutto curiosi stencils di pellicce animali di cui trovate alcuni esempi sul loro sito) i Neozoon hanno ottenuto il permesso dello Zoo di Munster a realizzare questa provocatoria installazione mobile che vedete nel video, in cui fanno indossare alcune pelliccie a degli automi semoventi che - a un primo colpo d’occhio hanno tutta l’aria di essere dei veri e propri animali.

La pelliccia che ritorna a vivere praticamente, esplicitando quindi il suo giungere a “cosa” morta e inerte da ciò che morto e inerte non era. Magari non è grandissima arte, ma è sicuramente una delle installazioni più efficaci e dirette al cuore del proprio messaggio che mi sia capitato di vedere di recente.

by: cesare

http://vimeo.com/12987937

www.neozoon.org