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martedì 23 novembre 2010

Parlare di sesso non è scabroso


Riprendiamo un articolo di Lidia Ravera   perchè ci sembra possa essere spunto per un pacato dibattito sul rapporto donna-uomo. Buona lettura ma soprattutto riflettete.

 

aborto

Oggi, ed è un uggioso martedì di novembre, verrà qui, a casa mia, una certa Katiuscia, con un operatore e una telecamera. Dalla voce nel telefono direi che è giovane giovane. Deve registrare, con me, una lunga intervista per una nuova trasmissione de La7:
“Maleducaxxion”. Donne in sala, donne in salotto. Talkshow femminile. Il tema mette i brividi: la sessualità. Dice: mi parli del sesso e della sessualità in generale (la Katiuscia). Chiede: perché parlare di sesso è ancora scabroso? Perché le donne non riescono a dire la parola orgasmo? Perché dicono: ho fatto l’amore invece di dire ho fatto sesso? Com’è che una donna realizzata e sicura di sè è inorgasmica? E’ colpa degli uomini? Vorrei prepararmi, perché la televisione mi costa e mi pesa, ma quando accetto preferisco fare le cose bene che arronzare. Però…
Dopo Freud non è tanto facile dire sesso a cuor leggero. La vita sessuale non è soltanto una attività cosciente, la nozione di vita sessuale, di vita libidica, ha anche una dimensione inconscia, che risale all’infanzia. Siamo tutti, uomini e donne, condizionati profondamente da occulte geometrie, da desideri inconsci, da vissuti infantili e forse addirittura prenatali.
Certo: il fine originario della sessualità è un fine di godimento, e Lacan dettaglia: “ciò a cui il godimento conduce non ha nulla a che fare con la copulazione nella sua finalità di riproduzione”, ma non si può farla troppo facile.
Le donne l’hanno conquistato con grande ritardo il diritto ad una sessualità intesa come godimento.
Grazie al dottor Pinkus che, inventandosi una certa pillolina, ha sdoganato il sesso dalla procreazione.
Come potevano aver voglia di fare sesso esseri umani che, ad ogni relazione sessuale, rischiavano una gravidanza? Soltanto quando si sono emancipate dall’obbligo riproduttivo le donne hanno incominciato a non considerare più il rapporto sessuale come un obbligo, un azzardo, una fatica, una catena che le legava al loro destino.
Il femminismo è stato il primo movimento culturale e politico a riflettere sulla sessualità. Femminile e non.
Scrive Carla Lonzi: il sesso femminile è la clitoride. Il sesso maschile è il pene. Scrive che l’orgasmo le donne non lo raggiungono attraverso la vagina, che la vagina è deputata a raccogliere il seme maschile e, eventualmente, esserne fecondate. La donna non gode procreando, l’uomo sì: il momento in cui il pene dell’uomo emette lo sperma, è il momento del suo orgasmo. La vagina è quella cavità del corpo femminile in cui, contemporaneamente all’orgasmo dell’uomo, si mettono le basi per il processo di fecondazione. Sarebbe bastato, caro Padreterno, sistemare la clitoride dentro la vagina e non fuori. L’orgasmo sarebbe stato incluso nell’atto sempre e comunque, per le donne come per gli uomini.
Ma non è stato così.
Nulla avviene per caso. Le donne, oggetto in certe culture, alla tortura dell’infibulazione, evidentemente, non lo devono provare il piacere. Per il loro piacere dipendono dall’abilità e tenerezze e empatia dell’uomo che può decidere di carezzarle in un certo modo e non semplicemente di dare l’assalto alla preziosa cavità.
Si è cercato di far credere che le donne capaci di raggiungere l’apice del godimento senza la partecipazione della clitoride sono donne mature e le altre immature, o (peggio) maschili. Ed è stato un altro modo sottile di colpevolizzare la ricerca del piacere da parte delle femmine della specie.
Parlare di sesso, cara Katiuscia, non è scabroso.
E’ difficile. Perché sono duri a morire certi stereotipi.
Il sesso, oggi, te lo tirano dietro a casse.
Non si riesce neanche a pubblicizzare un’utilitaria senza utilizzare cosce nude e richiami sessuali e doppi sensi.
Una sessualità libera e serena, invece, è lontana anni luce dal nostro vissuto quotidiano. Dalla vita reale.
Una sessualità libera e serena presuppone che le donne non siano funzioni del desiderio maschile, ma soggetti del proprio.
Era questa l’educazione sessuale delle ragazzine degli anni ’70, una educazione al protagonismo femminile.
In piazza, all’epoca, fra migliaia di donne, si scandivano slogan come “col dito, col dito, orgasmo garantito”, si intendeva legittimare la masturbazione come una delle pratiche possibili del piacere sessuale.
Si intendeva darsi il diritto al godimento…
Un rivoluzione culturale capillare.
Il diritto femminile al piacere. 40 anni dopo ci ritroviamo circondate da signorine piacenti che si danno in cambio di soldi, carriere, status sociale, provini in tivvù. E’ in atto una regressione spaventosa.
L’unica differenza fra l’inibita ragazza di ieri e la spregiudicata ragazza di oggi, è che la ragazza di oggi ha cresciuto dentro di sé una pars maschile (anche grazie al femminismo) e può usarla per investire l’altra parte, quella femminile, la sua bellezza/giovinezza, e farla fruttare. Alcune veline e affini sono il magnaccia di sé stesse, hanno incorporato il loro protettore.
Le donne continuano a dire “fare l’amore” invece che fare sesso? Meno male. Le donne, così dicendo, non intendono vergognarsi del sesso, ma includerlo in una relazione. Se, come diceva Lacan, non c’è che l’atto sessuale per stabilire un rapporto fra i due sessi, diciamo che le donne sono interessate anche all’uomo, alla persona, e non soltanto al suo fallo.

339-G

sabato 12 giugno 2010

Sotto..sotto..Siamo tutti diversi ( II parte)


...L'aspetto piacevole della diversità....





Testo e opera di: Unlike

mercoledì 17 marzo 2010

Non solo Sexxx




















Una nostra amica sulle 4 ruote ci racconta la sua visione del sesso.




“Parlando di sesso, c’è un’immagine che mi appare ben definita nella mente. È un filmato amatoriale che fecero più di vent’anni fa durante uno show di un gruppo rock americano, ormai sconosciuti.Allora i musicisti erano dei ragazzi alti e coi capelli lunghi e selvaggi, armati di amplificatori e di tutta la freschezza, la sensualità e l’irruenza che solo chi vive di Rock and Roll può conoscere, attitudine edonista e post decadente che ti porta a vivere nell’oggi e nei suoi piaceri come se il domani non dovesse mai arrivare.Vi è un pezzo durante il filmato in cui il cantante, bellissimo con addosso una t-shirt strappata, cappello da poliziotto e fasciato nei pantaloni di pelle,è cosi dannatamente infuocato dalla musica quasi fosse sotto incantesimo, avviluppato in quelle melodie sinuose e ammiccanti che egli stesso sta cantando che, dopo aver danzato con l’asta del microfono per il palco, felino, leggero e sensuale al contempo, a occhi chiusi vi si avvinghia contro accarezzando il microfono con le mani e strusciando ritmicamente l’inguine turgido contro l’asta. È un gesto di una spontaneità spettacolare, in cui il tasso erotico che deve esserci stato sul palco in quel momento è talmente reale e palpabile che lo si può avvertire distintamente anche solo guardando quel filmato a distanza di anni. E non vi è assolutamente nulla di esplicito o volgare, avviene tutto nella piu naturale maniera da “presa diretta on-stage”, tanto che il momento è cosi breve che non credo sia rilevabile ai più disattenti o a coloro che non sono mai saliti sul palco o abbiano assistito a un concerto dove la musica dionisiaca avvolga ogni cosa. Ebbene si, parlando di sesso non mi vengono in mente filmetti pornografici di serie C, cosi scontati e banali da essere noiosi, e cosi ridicolamente espliciti da palesarsi come finti, finti almeno come le tette siliconate delle protagoniste. Se penso al sesso lo ricollego a questa creatura splendida e cosi sessuale da far accapponare la pelle pur essendo completamente vestita, quest’uomo così eccitato dalla musica che sta suonando da non riuscire a contenersi, a darsi un freno tanto è vera e potente l’energia erotica che lo sta avviluppando in quel momento, energia vitale e vivifica che sprizza da ogni poro della sua pelle, vibra e cui tutti coloro che lo guardano sono trascinati da quell’estasi mistica e carnale, energia che avvolge tutti i suoi movimenti in una sensualità cosi elegante, splendida ed ipnotica che nessuna verga di 23 centimetri può nemmeno affrontare il paragone. Quello che voglio dire è che ridurre una cosa cosi potente e meravigliosa come il sesso a un semplice atto meccanico “dentro-fuori-dentro-fuori” significa togliere all’essere umano una riserva di energia illimitata e stupefacente, significa privarlo di una delle esperienze più straordinarie che mai si possano sperimentare. È impressionante l’energia che si forma quando viene coinvolto tutto il corpo, quando viene stimolato ogni centimetro di pelle nascosto come fosse il più effimero e prezioso, quando la persona con cui stai scopando non si limita a infilartelo dentro concludendo con un misero “ OH! Sono venuto!” ma non solo te lo mette dentro, bensì è felice di farlo, con una varietà di modi che va dalla dolcezza più romantica alla prepotenza più violenta. Perché in quel momento il desiderio è talmente forte e spasmodico che ti vorrebbe mangiare, succhiare, divorare viva. Perché non gli basta quel “OH! Sono venuto!”. Perché non si può ridurre l’atto sessuale a questo. Non si fa sesso con solo i genitali, ma si fa sesso con tutta una persona, con ogni parte del suo corpo, la si vuole a tal punto che ogni minimo dettaglio, ogni curvatura, ogni vibrazione, la si fissa in testa e la si vorrebbe incastonare nella mente, prendere e assaporare fino a diventare un tutt’uno, fino a che ogni odore e sapore dell’altro sprigionano una carica talmente estasiante che i movimenti, i respiri finiscono col diventare cosi armonici che davvero due corpi ora distinti sembrano poi diventare un’unica cosa. E non conta quanto un corpo può apparire perfetto da fuori, ci sono ragazzi che se esteriormente appaiono come dei top-model, poi a letto hanno l’iniziativa e la carica di un bradipo morto per gonorrea. Il cosiddetto sex appael , l’attrazione per cui non puoi non vibrare fino al midollo guardando un’altra persona è qualcosa che si espande da dentro, dalla personalità, è un fascino così irresistibile ed ipnotico da avvolgere ogni gesto, ogni piccolo movimento, che trascende la decadenza cui inevitabilmente va incontro l’involucro esterno, che è più forte di qualsiasi apparenza limitata nell’arco di un breve tempo. La sensualità, quella vera, è capace di farti bagnare gli slip con una sola occhiata, con un solo sguardo. No, non sto esagerando, e sapete perché? Perché il pene è semplicemente un’appendice di pochi centimetri attaccata a un corpo, tutti ce l’hanno, e sono benissimo sostituibili con un buon vibratore che almeno va a batterie ed evita anche il rischio di defallaince. Lo sguardo invece trasmette la personalità unica e individuale che coincide formando un unicum indistinguibile con tutto il corpo, il guizzo degli occhi o gli sguardi fissi e penetranti, i gesti, i dettagli, le parole trasudano tutta quella passione talmente forte da attanagliarti i sensi, da lasciarti senza fiato, da farti sprofondare dentro in un vortice fino a che tutto il tuo essere è spogliato ed eccitato da qualcosa di molto più potente di qualche stupido centimetro di pelle. È la mente e la consapevolezza del volersi possedere a vicenda che fa vivere e pulsare di energia erotica la carne. È il cervello che deve essere per primo stimolato, usando tutte le risorse che madre natura ci ha dato,musica compresa, e attraverso tutti i cinque sensi. Altrimenti, se così non fosse, avrei già il cassetto pieno di dildo, ma questo, come ho già detto, significa far scadere il sesso in un atto freddo, meccanico, sterile. Ed esattamente ciò che una trombata non deve mai, mai, mai diventare.”


Lady s.

martedì 19 gennaio 2010

L'uomo impaurito dall'altro sesso


Tanti ragazzi tra i 20 e i 25 anni sono ancora vergini. Ma siamo veramente sicuri che il maschio italiano sia ancora da classificare al primo posto nella classifica degli esperti di sesso in assoluto? C’è chi sostiene di sì, anche se a osservare certi dati questo presunto primato sembra ormai sul viale del tramonto, diciamo come una sedia la cui prima gamba mostra già le crepe antecedenti all’ormai prossimo cedimento. Tanti maschietti neoadulti e contemporanei sono tornati ad affrontare il tema con distacco, ne hanno paura e ancora osservano il genere femminile così come un cucciolo ritira impaurito la zampa al primo contatto con l’acqua. Un sondaggio dell’ Gfk Eurisko rivela un po’ sorprendendo la platea che ben il 15 per cento degli ometti tra i 20 e 25 anni è ancora vergine. C’è qualcosa di male? Per carità no, però questi protestanti dell'atto amatorio, esseri viventi degli anni 2000, attirano l’attenzione, soprattutto perché si muovono nell’era dei Social Network, degli orari meno rigidi, della maggior libertà d’azione e locomozione, con un’ opinione pubblica ormai abituata all’abbassamento dell’ età del primo rapporto sessuale. In più vedono e sentono parlare di sesso un po’ dappertutto, segno che oggigiorno l’argomento ha perso quel velo di mistero sovrastato da un’aura indemoniata che capeggiava sulle immagini osè di trenta-quarant’anni fa. Destano curiosità tanto che al Grande Fratello li pagano per partecipare e farsi osservare come animali in razza di estinzione. In teoria, quindi, questi fattori l’età del primo contatto con le donne la dovrebbero abbassare rispetto al 1999, quando i disertori erano solo il 3 per cento, ma succede il contrario. Se una volta il non essersi ancora svezzato a un certo gradino della scala della vita era condizione vissuta da brufoloni, ciccioni e con gli occhiali a fondo di bottiglia, oggi è potenzialmente una condizione che potrebbe appartenere a chiunque. Tutta colpa della falsa informazione che riguarda le centinaia di favole preistoriche con il mondo del sesso sullo sfondo. Diventare ciechi come conseguenza della masturbazione, peccare se si fa l’amore col preservativo, essere preso quasi in giro in età scolare quando si prova attrazione per una ragazzina, tutte queste leggende hanno creato dei tabù, che puntualmente si ripropongono in età adulta. In più ci sono i discorsi improvvisati goffamente pronunciati da genitori di colore rosso vergogna e colmi di imbarazzo, ma celanti finta sicurezza dettata dall’esperienza. Basti pensare che qualcuno porta pure i figli undicenni a vedere o a farsi iniziare dalle prostitute, poi magari si lamenta se questi dimostrano, balbettanti come infreddoliti di fronte a una femmina nuda, imbarazzo, insicurezza, paura e ansia da prestazione. “Probabilmente l’aspetto culturale e sociale delle famiglie non è sufficientemente coinvolto nel sostegno a questo tema; ne si può dare la colpa ai genitori se essi stessi non sono stati aiutati nei momenti di bisogno, e andando indietro potremmo arrivare ad Adamo ed Eva – dice il sessuologo Francesco Tassiello, interpellato sull’argomento – questo tema è molto vecchio, come scrive il Professor Petruccelli, se già Sigmund Freud nel 1907 rispondeva alla sollecitazione del direttore di una rivista sociale che “la maggior parte delle risposte dei genitori fanno un’impressione così penosa che quasi preferirei che i genitori non si occupassero per nulla di queste spiegazioni; è soprattutto della scuola il compito di non eludere il riferimento alla sessualità”. Purtroppo sono passati cento anni precisi e ancora oggi le scuole non sono attrezzate e abilitate, oltre che autorizzate, a fare ciò che l’insigne maestro auspicava”. A tutti gli effetti si tratta di una nevrosi che nasce e si sviluppa nell’inconscio del bimbo prima e dell’adulto poi. “Come diceva W.Reich nel suo lavoro “La funzione dell’orgasmo” – continua il Dr. Tassiello – l’epidemia di massa delle nevrosi nasce in tre tappe fondamentali della vita umana: nella prima infanzia,a causa dell’effetto pesantemente negativo della severa e prematura educazione alla pulizia; nella pubertà a causa dell’effetto della proibizione della masturbazione ed infine nel matrimonio coatto, basato su una concezione rigorosamente moralistica”. Non solo colpe ai genitori però, ma anche l’altro sesso che al giorno d’oggi, rispetto a dieci anni fa, è cresciuto in maniera esponenziale, formando un considerevole gap con la controparte di pari età. Sono meno femminili, più resistenti al corteggiamento e più inclini a una vita da single: “Un evoluzione a tutto campo – conclude il Dr. Tassiello – nell’erudizione, nelle capacità intellettive e nello specifico campo del sesso, che va a tutto svantaggio degli uomini, ormai sempre più spesso intimiditi dalle donne”.

di Fabio Miceli