sabato 20 novembre 2010

Biografie di illustri sconosciuti

Gina Lombroso

Pavia 1872 - Ginevra 1944

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Gina Lombroso nasce a Pavia nel 1872, dove il padre, il famoso antropologo e criminologo Cesare Lombroso, aveva ottenuto una cattedra d’insegnamento presso l’università locale. Nel 1878, sempre per motivi legati alla carriera del padre, Cesare e Nina (De Benedetti) si spostano a Torino assieme ai figli Gina, Paola e Ugo. L’educazione liberale e anti-conformista impartita dai Lombroso ai figli si scontra con quel clima culturale borghese che allora caratterizzava Torino. Gina è molto unita alla sorella Paola che diventerà una nota scrittrice, soprattutto di letteratura per l’infanzia, oltre che promotrice di iniziative umanitarie, fra cui le “Bibliotechine rurali” e la “Casa del Sole”. Gina e Paola crescono in un ambiente intellettuale estremamente interessante, con la possibilità di incontrare personaggi influenti del tempo. In particolare, le due sorelle verranno colpite, ancora bambine, dalla straordinaria personalità di Anna Kuliscioff, la futura fondatrice, assieme a Filippo Turati, del partito socialista italiano e della rivista «Critica Sociale». La Kulishioff, ebrea russa, era allora l’unica donna studente in medicina a Torino, oltre che madre, non maritata, di una figlia avuta dal noto esponente del movimento anarchico, Andrea Costa. Gina e Paola si impegnano subito in attività sociali, tanto da andare a lavorare con gli operai. Gina si iscriverà dunque all’università, frequentando prima facoltà umanistiche e optando successivamente per medicina. Alla fine Ottocento, Gina conosce Guglielmo Ferrero che comincerà a collaborare col padre Cesare, come coautore dell’opera:La donna normale, la prostituta e la donna delinquente. Guglielmo, che otterrà fama internazionale grazie alle sue opere di storia e ai suoi arguti commenti giornalistici, sposerà Gina nel 1901. Nel frattempo la “Dottoressa Gina Lombroso” è diventata la collaboratrice più stretta di Cesare. Ricoprirà infatti un ruolo fondamentale nelle ricerche, nella riedizione delle opere del padre e nel lavoro in clinica, occupandosi soprattutto di psichiatria e antropologia. Tuttavia, tale impegno totale professionale creerà non pochi problemi col marito e conflitti fra Guglielmo e il suocero Cesare. Nel frattempo, Gina ha due figli: Leo e Nina. Comincia anche a lavorare alla questione femminile, applicando a tale ambito la teoria lombrosiana a proposito dell’“essenza della donna”, non senza esiti contrastanti. Allo scoppio della prima guerra mondiale, Gina assume come il marito una posizione interventista contro la Germania. Nel 1916 la famiglia Ferrero si trasferisce a Firenze per motivi di lavoro. Qui Gina fonda l’Associazione Divulgatrice Donne Italiane (ADDI), con lo scopo di pubblicare libelli sulle problematiche femminili, sull’educazione, sulla guerra e su questioni sociali. L’adattamento di Gina a Firenze non è facile, anzi diventerà ancor più difficile subito dopo l’avvento del fascismo nel 1924. Gina e Guglielmo saranno infatti fin da subito antifascisti e per questo controllati dalla polizia, al punto che i Ferrero Lombroso decideranno di trasferirsi nella loro tenuta di campagna, denominata l’Ulivello, a Strada in Chianti. Intanto Gina continua la sua attività di scrittrice, diventando sempre più nota all’estero che in Italia. Ma considerato l’accrescimento della sorveglianza, nel 1930 la famiglia Ferrero decide di emigrare e si trasferisce a Ginevra, dove a Guglielmo era stata offerta una cattedra di storia presso l’Institut des Hautes Etudes Internationales. Casa Ferrero a Ginevra diventa subito un centro di incontro per fuoriusciti e di ospitalità per gli antifascisti. Ma una tragedia colpisce i Ferrero: il figlio Leo muore nel 1933 in un incidente d’auto a Santa Fé nel Nuovo Messico. Gina si occupa allora dell’edizione delle opere del figlio e delle sue commedie teatrali. L’impegno di Gina è dunque profuso tra opere scientifiche (pubblicate spesso in francese), edizione delle opere del padre, stesura della biografia del figlio e cura di scritti di antifascisti. Infatti Gina preleverà e dirigerà la casa editrice “Capolago”, che diventerà uno dei maggiori centri di diffusione della cultura antifascista all’estero. Con l’inizio della seconda Guerra mondiale, Gina e Gugliemo accresceranno le loro attività politiche. Ma Guglielmo morirà nel 1942 prima della fine del conflitto e Gina lo seguirà nel 1944. Gina e Guglielmo moriranno dunque in esilio, senza poter assaporare la gioia della sconfitta del nazi-fascismo e poter dunque far ritorno in un’Italia libera e democratica, così come loro l’avevano sognata.
La produzione di Gina Lombroso è estremamente vasta; molte delle sue opere vennero tradotte in lingue straniere.

Marina Calloni

1 commento:

  1. molto interessante , notevole la figura di questa intellettuale fuori dall'ordinario per una donna dell'epoca

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